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martedì 3 settembre 2013

LA CAMERA A GAS



Mi stanno uccidendo con una delle tante tecniche con cui uccidevano gli internati nei lager nazisti, e cioè con dei gas letali esattamente come nelle camere a gas di Auschwitz fino a novembre del 1944. Voglio fare capire a che livello di crimini siano arrivate le forze dell'ordine contro di me. Questa, le forze dell'ordine, hanno il coraggio di chiamarla legge, di chiamarla giustizia. Mi stanno letteralmente annientando con gas tossici, che portano irreversibilmente alla morte, e onde elettromagnetiche su tutto il corpo -giorno e notte- senza soluzione di continuità. Tutto ciò per nascondere la verità e le violenze che hanno commesso nei miei confronti: il fatto di avermi accusato senza processo di un reato che non ho commesso (una violenza sessuale ai danni di una donna o forse addirittura di un bambino ormai non si scappa è di necessità una delle due cose) e di avermi attaccato l'HIV durante un prelievo di sangue.

La prima cosa (violenza sessuale) è stata la motivazione di questi sedici anni di controlli e di violenze e di torture e non è mai stata a me imputata, pur essendo all'origine delle violenze, perché sono del tutto innocente e non ho mai usato violenza né a una donna né a tanto meno a un bambino.

La seconda cosa è il fatto di avermi contagiato con l'HIV. Questo contagio è stato all'origine dell'acuirsi delle violenze durante il 2012, acuirsi delle violenze che è cominciato dopo due rapporti sessuali non protetti avuti con due donne adulte e consenzienti (non c'è stata davvero altra ragione). Questa è l'atroce e incredibile verità che si nasconde dietro la mia tortura a morte.

Ricordatevi però che stanno uccidendo una persona innocente con il mezzo più facile e più subdolo che potessero usare, visto che, a causa della mia condotta di vita, non avrei mai potuto risultare innocente per nessuno, al di fuori di un regolare processo. Per questo hanno scelto questa strada (l'accusarmi di un reato che non ho commesso ma non farlo dentro un tribunale), perché chiunque avrebbe creduto alla mia colpevolezza a priori, visto che fermavo ragazze in strada, bevevo, avevo avuto problemi di droga, avevo una vita sessuale incasinata, e c'erano perciò tutti i presupposti per farmi divenire un nemico pubblico.

Ma ricordatevi che io sono innocente e sono una persona onesta e sincera e autentica e assolutamente incapace di fare del male a chicchesia, anche se ho commesso tanti errori e posso pure avere fatto soffrire delle persone a me vicine per certi miei comportamenti e certi miei modi di fare. Ricordatevi che io sono una persona pulita e innocente e che, da un certo punto della mia vita in poi, ho pure deciso di essere migliore un poco ogni giorno, smettendo così di essere vittima di pregiudizi di ogni tipo. E che quindi ciò che sono oggi, proprio perché è molto diverso da ciò ero anni fa, non è una finzione, ma è stato semplicemente l'effetto di un periodo di crescita, cosa che le forze dell'ordine non hanno mai accettato né mandato giù, perché, da che ho messo a posto la mia vita, non hanno nemmeno più avuto i pretesti che sono sempre stati usati per uccidermi.

A loro non resta altro che uccidere un innocente. A me non resta altro che lottare fino alla fine dei miei giorni con dignità e coraggio.

Dopo la scoperta della sostanza che usavano per avvelenarmi e dopo essermi salvato la vita per l’ennesima volta mi bloccano di nuovo la linea internet, tanto che la mia chiavetta non va nemmeno a Bologna. Venti minuti dopo essere riuscito a scrivere un post dentro un internet point torna la connessione. Nel video che segue si può vedere quanto dico.  


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